Come ha reagito la Borsa italiana dopo le elezioni

Lunedì 5 marzo 2018, all’indomani delle elezioni politiche italiane, ​la Borsa di Milano ha aperto con un brusco calo del 2 per cento​. L’indice di Piazza Affari ha recuperato in pochi minuti l’1,5 per cento, ma sul mercato tricolore la mattinata è stata caratterizzata da nervosismo. A pesare sono stati soprattutto i crolli dei titoli bancari e quello di Mediaset, che hanno registrato flessioni superiori al 5 per cento. ​Il titolo del Monte dei Paschi di Siena è stata sospeso in apertura per eccesso di ribasso​ e successivamente riammesso alle contrattazioni. Banco Bpm alle ore 11.30 registrava un calo del 5,64 per cento, Bper del 7,12 per cento, Mediaset del 4,79 per cento. ​Secondo gli analisti, l’andamento negativo della Borsa è strettamente legato al risultato del voto.​ Gli operatori avvertono infatti un aumento del rischio di instabilità politica in Italia in seguito ai risultati superiori alle aspettative ottenuti da Movimento 5 Stelle e Lega, partiti euroscettici. Intermonte, società specializzata nell’analisi finanziaria, ritiene che “i manifesti politici del M5s e della Lega non siano amichevoli nei confronti delle banche e delle istituzioni finanziarie in generale”, e possono quindi generare un ampliamento dello spread dei bond governativi e mettere pressione sul settore finanziario. ​Il “rischio maggiore” secondo i mercati è che l’Italia possa cambiare rotta rispetto al programma di riforme adottato negli ultimi anni.​ “In caso di stallo prolungato e alla luce del rischio di un governo avverso al mercato- scrive Intermonte – prevediamo il rischio che alcune aziende domestiche o internazionali possano ritardare o riconsiderare gli investimenti”. Secondo Ubs, “un’ampia coalizione sarebbe ben recepita dai mercati, perché si potrebbe tradurre in stabilità politica e disciplina fiscale”. Ma non sarebbe ben vista un’alleanza di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord: questo, infatti, “sarebbe lo scenario peggiore per i mercati”. Tuttavia “ripetere le elezioni potrebbe prolungare l’incertezza e pesare sugli asset italiani e sulla percezione dei mercati del rischio Italia”. ​Come avvenuto per i titoli azionari anche lo spread tra Btp e Bund​, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi, ​è tornato a ridursi e viaggia sotto i 140 punti base​, dopo che in avvio di seduto era schizzato a 144 punti base.

Alla chiusura di venerdì 2 marzo lo spread si attestava a 134 punti base. Il rendimento dei titoli decennali italiani è vicino al 2 per cento, a fronte dell’1,91 per cento della chiusura di venerdì 2 marzo. ​Contrariamente a Piazza Affari, gli altri principali listini europei hanno registrato moderati rialzi.​ Dopo un’ora di contrattazioni, Parigi e Francoforte guadagnavano lo 0,4 per cento, Londra lo 0,3 e Madrid lo 0,2 per cento. A livello europeo, assieme al voto italiano, conta molto il risultato del referendum tenuto ieri 4 marzo in Germania all’interno del Spd, il partito socialdemocratico, i cui iscritti hanno votato a favore della Grande Coalizione di governo con la Cdu della cancelliera Angela Merkel.